PASSEGGIANDO TRA STORIA E NATURA A POLIGNANO

MandorleOlio è un punto di partenza strategico se si ha intenzione di scoprire le bellezze di Polignano, raccolte tra l’elegante centro storico e i numerosi balconi che si affacciano sul mare, veri e propri set cinematografici a cielo aperto in cui è possibile respirare il nostro mare.

Vicoli stretti, monumenti austeri di stampo religioso e civile, antiche abitazioni e tracce architettoniche e toponomastiche di un passato fatto di dominazioni e continuo scambio culturale  tra popoli: tutto questo rendono Polignano e la Puglia un grande giardino della cultura in cui fioriscono gli esemplari più belli.

A soli 500 metri da MandorleOlio si staglia il gigantesco palazzo marchesale, una dimora privata simbolo del potere feudale e dell’antica nobiltà e che funge da spartiacque tra la città vecchia e quella nuova, tra il passato ed il presente. Dall’arco marchesale, antica porta principale della città (una volta dotata di sistema di ponte levatoio) si accede nel centro storico e si resta con lo sguardo all’insù per poter apprezzare i dettagli architettonici e i simboli apotropaici, antiche rappresentazioni dal carattere scaramantico. La Piazza dell’Orologio ospita la Chiesa di Santa Maria Assunta, autentico capolavoro di stile  romanico -pugliese, scrigno di ricchezze pittoriche e custode di un antichissimo presepe in pietra attribuito allo scultore Stefano da Putignano.

Il centro storico di Polignano è un dedalo di vicoletti e stradine fiorite, in cui è possibile immergersi tra gli odori e i profumi del nostro sud dove regna il silenzio, interrotto solamente dal fruscio del mare in sottofondo. Attraverso questa esperienza sarà possibile osservare dettagli che altrimenti i visitatori non potranno mai apprezzare: antiche scorciatoie, aneddoti legati a storie e leggende popolari, episodi avvenuti durante le dominazioni saracene, la scoperta dei frantoi ipogei, scavati direttamente nella roccia, piccoli simboli dell’edilizia tardo medievale e tanto altro.

Lasciato il centro storico e percorsa la “mondana” via Roma (in dialetto locale chiamata la “streda drett”, la strada dritta, arteria principale fino agli anni ’50 tornata in auge negli ultimi tempi) si ritorna nei pressi dell’arco marchesale proseguendo verso il ponte di Lama Monachile, la nostra cartolina più bella. Costruito a ridosso dell’antichissimo ponte romano, tuttora visibile e carrabile, questa meraviglia di stampo murattiano collega il “centro” di Polignano con l’antico quartiere “Gelso”, fatto di case basse di tufo adibite ad abitazioni dei pescatori . Qui si trovano due tra le spianate più belle di Polignano: la cosiddetta “pendma chiatt” (scogliera piatta, pianeggiante) da cui si accede tramite una lunga scalinata “vigilata” da una statua che raffigura Domenico Modugno, e “Grottone”, la più grande spiaggia urbana di Polignano, meta di grandi bagni e tuffi e luogo ideale per godersi un mare limpido a due passi dal centro, senza la necessità di spostarsi in macchina.

Ma il culmine di una bella passeggiata tra storia e natura è rappresentato dall’abbazia di San Vito, nell’omonima località balneare, a pochi km dal centro abitato: percorrendo la pista ciclabile in direzione nord, si raggiunge questo tranquillo villaggio di pescatori in cui domina l’abbazia  dove, secondo la leggenda, sbarcarono le reliquie di San Vito, protettore di Polignano. A vigilare sull’abbazia, praticamente edificata nel mare, una torre aragonese perfettamente conservata, punto di riferimento per i bagnanti che si immergono in queste acque intrise di storia, tra antiche “tufare” e ciottoli di ogni forma e colore.